lunedì 26 agosto 2013
"Tutto bene"
E se per una volta andasse tutto bene, tutto per il verso giusto? Non dover sempre dire "è andata come doveva andare" ma poter finalmente gioire con un "è andata come volevo che andasse, come era giusto per me", non dover dar conto a nessuno, non dover avere sempre quella maledetta paura di non riuscirci più e quindi di non provarci nemmeno, di non rischiare nulla, di non dare se' stessi per una partita, una sfida. Una sfida alla quale, però, non si può mancare... Non puoi rimanere a casa, devi per forza partecipare, che da spettatore che da giocatore, e ora e sempre. Un gioco continuo. E giocare per vincere, non solo per presenza; per vincere e godersi il premio conquistato. Tu lo hai mai fatto? Ti sei messo mai in gioco per vincere, per poi poter dire "ce l'ho fatta con le mie forze e ho raggiunto questo traguardo"? Perché, invece, dovremmo rinunciare sempre a qualcosa a cui teniamo davvero per fare "la cosa giusta"? Che poi... Cos'è la cosa giusta? Cos'è il giusto? Chi è a stabilirlo? Facciamo il giusto che conviene agli altri, mai a noi stessi. Questa forma di egoismo è difficile da sopportare per chi ha sempre dato e dato e mai ottenuto un minimo in cambio. Ma senza aspettarsi nulla. Questa volta, però, è giunto il momento di dire "ora tocca a me" "è il mio turno". E andare avanti con in mano quel profumo fantastico di vittoria. Ma quante volte abbiamo aspettato che arrivassero gli altri concorrenti...? Quante volte ci siamo presi cura di loro, controllando se avessero bisogno di una mano, aiutandoli... Accompagnandoli lì, proprio fino a quell'ultimo passo che ci mancava per arrivare... Il passo che ci avrebbe assicurato di poter vincere la gara? Solo un passo e tutto sarebbe stato nostro. <Dai sempre il tuo meglio. E, se quello non è bastato, dai il meglio del tuo meglio.> Credo in questa frase. Credo nel momento ho voluto crederci. Credo allo sguardo d'affamata e assurda voglia di battaglia che avevo negli occhi bramando sempre a cose più alte; lo sguardo di chi ci tiene e non vuole buttare all'aria, smantellare grattacieli che ha costruito dentro di se'.
sabato 24 agosto 2013
Astrolicamus
http://www.youtube.com/watch?v=P7Cd3C9qGJM
Carta, fogli da nascondere per paura di cosa potrebbero pensare di un'anima fragile, l'1.00-2.00 di notte, pensieri che non puoi tenere dentro perché, sennò, mentre tenti di prender sonno, devi alzarti e appuntarli da qualche parte o potresti rimaner sveglio per ore o, ancora peggio, rischi di perderli in qualche angolo della tua fantasia... Dietro qualche parete di quella testa che sembra lanciare fuochi d'artificio dopo un certo orario, ti vuole fare impazzire dentro. "Dillo". E passivamente accetti, annuisci. Sì, va bene, lo scrivo, lo scrivo per una mia libertà. Si è alla ricerca di quella, no? Non so sinceramente di cosa sia in cerca la gente. Di cosa senta dentro. Di cosa abbia dentro. Ma se provassimo tutti a fermarci per un solo istante, anziché correre incessantemente dietro un mondo folle coi suoi acciacchi? Se toccassimo la terraferma e vedessimo, stringendo in un pugno granelli di sabbia come per dire "sì, sono qui: fermo e salvo", il mare che si muove come fosse il più grande eroe di tutti i tempi, che lotta contro gli scogli e i venti contrari, come se fosse il più grande ballerino mai esistito, e ci sa proprio fare, come se fosse in preda al panico, insicuro, assurdo, ma ci mostra il suo essere ribelle e fiero? Non siamo poi così lontani. Se assaporassimo un minimo di ciò che abbiamo attorno, saremmo pieni, pieni di natura e pieni di noi. Ci basteremmo. Ci basterebbe il mondo. Invece no, vogliamo puntare sempre in alto e altro. Ma puntando altro si abbandona la Terra e si tenta di fare un teletrasporto mentale su qualche altro pianeta, un mondo tutto nostro; o forse puntando altro ci ritroveremmo a nuotare in un mare di stelle. L'uomo è sempre stato affascinato da quei corpi celesti che vegliano su di lui ogni singolo giorno della sua esistenza. Ci sono sempre e lui non lo sa. E lui non lo sa. L'uomo è superficiale. Certo, si pone sempre delle mete ma non per curiosità o per voglia di vagare e scoprire; giusto perché non sa accontentarsi così da non riuscire mai a lasciarsi conquistare e mantenere l'atmosfera di pace e tranquillità dentro di se'. Cerca sempre nuovi orizzonti, non s'accontenta, vuole essere rapito da desideri. E quale miglior attrazione dovuta a ciò che ci ritroviamo su di noi alzando lo sguardo in una nottata di pensieri e malinconia? Il desiderio arriva dopo l'essere abbagliato puntualmente da cotanta bellezza. Poi svanisce l'incantesimo. Non sa che è tutto lì, fermo e immobile. Non sa. Se ne accorge solo quando è pronto a dedicare una lacrima al cielo. Se ne accorge solo quando sa che è troppo tardi per riavere indietro i suoi vecchi sorrisi... e così si rivolge alle stelle. La luna, di nascosto, tra una nuvola e un po' di nebbia, ammira e analizza quell'individuo che da laggiù porta i suoi occhi e tutto se' stesso, verso l'immenso prato di margherite luccicanti; proprio lei, tanto falsa da cambiare, non comprende l'uomo. Ma prova tenerezza. E lo illumina finché non s'addormenta sulla spiaggia che accoglie ogni sognatore che tenta di astrologare.
Carta, fogli da nascondere per paura di cosa potrebbero pensare di un'anima fragile, l'1.00-2.00 di notte, pensieri che non puoi tenere dentro perché, sennò, mentre tenti di prender sonno, devi alzarti e appuntarli da qualche parte o potresti rimaner sveglio per ore o, ancora peggio, rischi di perderli in qualche angolo della tua fantasia... Dietro qualche parete di quella testa che sembra lanciare fuochi d'artificio dopo un certo orario, ti vuole fare impazzire dentro. "Dillo". E passivamente accetti, annuisci. Sì, va bene, lo scrivo, lo scrivo per una mia libertà. Si è alla ricerca di quella, no? Non so sinceramente di cosa sia in cerca la gente. Di cosa senta dentro. Di cosa abbia dentro. Ma se provassimo tutti a fermarci per un solo istante, anziché correre incessantemente dietro un mondo folle coi suoi acciacchi? Se toccassimo la terraferma e vedessimo, stringendo in un pugno granelli di sabbia come per dire "sì, sono qui: fermo e salvo", il mare che si muove come fosse il più grande eroe di tutti i tempi, che lotta contro gli scogli e i venti contrari, come se fosse il più grande ballerino mai esistito, e ci sa proprio fare, come se fosse in preda al panico, insicuro, assurdo, ma ci mostra il suo essere ribelle e fiero? Non siamo poi così lontani. Se assaporassimo un minimo di ciò che abbiamo attorno, saremmo pieni, pieni di natura e pieni di noi. Ci basteremmo. Ci basterebbe il mondo. Invece no, vogliamo puntare sempre in alto e altro. Ma puntando altro si abbandona la Terra e si tenta di fare un teletrasporto mentale su qualche altro pianeta, un mondo tutto nostro; o forse puntando altro ci ritroveremmo a nuotare in un mare di stelle. L'uomo è sempre stato affascinato da quei corpi celesti che vegliano su di lui ogni singolo giorno della sua esistenza. Ci sono sempre e lui non lo sa. E lui non lo sa. L'uomo è superficiale. Certo, si pone sempre delle mete ma non per curiosità o per voglia di vagare e scoprire; giusto perché non sa accontentarsi così da non riuscire mai a lasciarsi conquistare e mantenere l'atmosfera di pace e tranquillità dentro di se'. Cerca sempre nuovi orizzonti, non s'accontenta, vuole essere rapito da desideri. E quale miglior attrazione dovuta a ciò che ci ritroviamo su di noi alzando lo sguardo in una nottata di pensieri e malinconia? Il desiderio arriva dopo l'essere abbagliato puntualmente da cotanta bellezza. Poi svanisce l'incantesimo. Non sa che è tutto lì, fermo e immobile. Non sa. Se ne accorge solo quando è pronto a dedicare una lacrima al cielo. Se ne accorge solo quando sa che è troppo tardi per riavere indietro i suoi vecchi sorrisi... e così si rivolge alle stelle. La luna, di nascosto, tra una nuvola e un po' di nebbia, ammira e analizza quell'individuo che da laggiù porta i suoi occhi e tutto se' stesso, verso l'immenso prato di margherite luccicanti; proprio lei, tanto falsa da cambiare, non comprende l'uomo. Ma prova tenerezza. E lo illumina finché non s'addormenta sulla spiaggia che accoglie ogni sognatore che tenta di astrologare.
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