domenica 24 novembre 2013

"Fermati, dunque, sei così bello!"

7 del mattino. Non tanto presto, non tanto tardi. 12 °C. Non tanto freddo, non tanto caldo; peccato sia in pantaloncini per la mia corsa domenicale. Pronta. Unico rumore è quello delle chiavi risucchiate dalla fessura della porta. Quell'unione perfetta urla amore; peccato siano oggetti. Scendo e rimbombano i miei passi nel silenzioso condominio; non vorrei svegliare sogni: faccio il più piano possibile. Esco. Aria, vita, silenzio. Non tanto presto, non tanto tardi; per passare devo attendere che attraversino i piccioni, per intenderci, e i netturbini continuano il loro lavoro. Inizio a correre e musica. Niente di più rilassante per pensare, riflettere, meditare. Non tanto freddo, non tanto caldo. Un brivido. Mi blocco e "Potrei dire a quell'attimo: Fermati, dunque, sei così bello!" Mi sarò innamorata, per l'ennesima volta, di quella meraviglia che riesco a contemplare solo in queste occasioni. Questa volta, però, mi siedo e l'ammiro: chissà se si accorgerà di me... Non tanto freddo, non tanto caldo. Compare il primo raggio di luce più evidente dopo che la luna, ancora alta, ha compiuto il suo compito. Beh, forse si è accorto di me davvero. Ho iniziato a pensare forte e lui mi dava risposte. Stavo bene, mi fa sentire bene. È magico, il mare. Niente di più meraviglioso. C'è solo gente che pesca qui, che corre e che va in bici. Non tanto presto, non tanto tardi. Sembra sia una tappa, questa: tutti si soffermano dinanzi allo specchio di cielo che riflette emozioni.
Riapro la playlist. Non poteva capitarmi di meglio. Sorrido: "Nuvole bianche" di Einaudi, brano per eccellenza che mi fa uscir fuori dalla mente colori, un mucchio di colori che esplodono, fuochi d'artificio. Torno indietro e tutto è più intenso: il mare è più azzurro,  il sole è più alto e riesce a scaldare questi pazzi mattutini... Iniziano a circolare macchine. 8 del mattino, soliti 12°C. Ricomoncia la routine del mondo reale.

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